martedì 28 agosto 2012

I primi dirigibili militari in Italia

Il dirigibile "N. 1" a Vigna di Valle
Nei primi decenni del secolo scorso non era per nulla chiaro quale tipo di velivolo avrebbe prevalso, se il più leggero o il più pesante dell'aria, per i vari impieghi civili e militari. Ancora negli anni '30 il dirigibile godeva nel mondo di diversi sostenitori, affascinati dalle imprese delle macchine di Umberto Nobile e della ditta Zeppelin.

Il dirigibile sembra a prima vista un oggetto molto semplice: basta prendere un aerostato, dargli una forma affusolata, aggiungere un motore e qualche sistema di pilotaggio ed il gioco è fatto. In realtà pone seri problemi di controllo, navigazione e stabilità in aria, la cui soluzione è stata fondamentale per lo sviluppo dell’aeronautica.

lunedì 6 agosto 2012

Ottima “Illustrazione”, con una pecca


Il numero 3/2012 di Illustrazione Italiana presenta una bellissima monografia sui primi anni del volo in Italia. Ci sono riproduzioni di articoli originali, interventi di rilievo e, soprattutto, tante fotografie d’epoca. Il tutto aiuta a ricostruire un momento storico assolutamente particolare. Anche le pubblicità riescono a dare il “sapore” di una società ben diversa da quella attuale, ma che cominciava ad abituarsi al concetto di “marca” e di “bene di consumo”. Si ripercorrono gli anni dalla fine dell’800, con le esperienze sui palloni aerostatici vincolati e liberi, fino al raid Roma-Tokio, passando per i primordi del volo, le esperienze in Libia e la Prima guerra mondiale.

Ho notato tuttavia quella che mi sembra una grave mancanza, certamente non intenzionale.