domenica 28 aprile 2013

OFM: alle radici dell'industria aeronautica napoletana


La didascalia originale di questa foto recita: “Primo aeroplano costruito dall'industria napoletana nel 1916: fu un biplano con trave di coda del tipo «Farman 1914» con motore da 90-100 c. v., velocità 100 Km/h, costruito dal Reparto aeronautico della Soc. Officine Ferroviarie Meridionali al vasto (divenute poi Officine Romeo). In carlinga: a destra l'Ing Ferdinando Bonifacio, direttore del Reparto; a sinistra il capo montatore Adelio Rizzini”.

martedì 23 aprile 2013

Capriole sul Golfo


Alcune foto dell'esibizione del pilota tedesco Matthias Dolderer a bordo di un Zivko Edge 540, il 20 aprile 2013, a margine delle Word Series dell'America's Cup di vela tenutesi a Napoli.

martedì 2 aprile 2013

L'AVIS di Castellammare di Stabia

Pubblicità dell'AVIS del 1941

L'industria metalmeccanica si insediò a sud di Napoli molto prima dell'unità d'Italia, affiancandosi alle "tradizionali" attività conciarie e conserviere. Il punto di partenza si può far risalire al 1783 quando, per iniziativa di re Ferdinando IV di Borbone e del suo primo ministro Giovanni Edoardo Acton, fu fondato il Real Cantiere Navale a Castellammare di Stabia. La famosa ferrovia Napoli-Portici del 1839, prima in Italia, fu il tratto iniziale di una linea a binario doppio che raggiunse Castellammare nel 1842 e, con una diramazione, Pompei, Angri, Pagani e Nocera, con lo scopo di alimentare le crescenti produzioni industriali della regione.

La politica borbonica stimolò la nascita di imprese e l'arrivo di investimenti stranieri. La città di Castellammare di Stabia divenne nell'800, un centro industriale tanto importante da accogliere i consolati esteri di numerosi stati. I cantieri navali erano i più grandi d'Italia arrivando a contare, alla vigilia dell'Unità, oltre 2000 dipendenti, ed i primi a produrre navi in ferro. Negli anni successivi all'unità, la fine improvvisa delle barriere protezionistiche ed il trasferimento di commesse ad altri impianti causò crisi e licenziamenti, accompagnati da proteste popolari. L'area a sud di Napoli rimase tuttavia un centro industriale di primo piano e visse la stagione delle lotte operaie di inizio '900.

Nel 1909 fu fondato a Castellammare, da imprenditori locali, l' "Opificio Meccanico e Fonderia Catello Coppola fu Antonio". Si aggiungeva ai Cantieri Navali, alla CMI (Cantieri Metallurgici Italiani) ed alla Cirio, già attivi da tempo. Nel 1911 vi furono fuse le parti della nuova Cassa Armonica per la Villa Comunale della città, opera di notevole valore artistico. In quegli anni l'area industriale napoletana, così come le altre in Italia, fu sede di aspre lotte operaie.