sabato 26 aprile 2014

Campo Vesuvio e Stormo Baltimore, dove nasce l’Aeronautica Italiana

Bell P-38 "Airacobra" dell'Aeronautica Cobelligerante Italiana
“Campo Vesuvio” era un aeroporto provvisorio realizzato dagli anglo-americani circa due chilometri ad est dei comuni di San Giuseppe Vesuviano e Ottaviano. Lo impiegarono brevemente, mentre si risistemava la pista di Capodichino, martoriata dai loro stessi bombardamenti. La posizione esatta non è nota, sommersa dall’inurbamento di quella porzione dell’entroterra napoletano. Fu realizzato dal XII Engineering Comand utilizzando la tecnica allora consueta, per questo tipo di realizzazioni, e consistente nel comprimere, per quanto possibile, il terreno e ricoprirlo con pannelli, o “grelle”, metallici profilati e forati. La pavimentazione si estendeva alle aree di rullaggio ed il tutto era completato con tende per equipaggi e tecnici.

Si trattava di una realizzazione veloce ed efficiente, che era diventata uno degli strumenti più preziosi dell’avanzata alleata in Europa, ma non era privo di controindicazioni: il fondo metallico logorava rapidamente gli pneumatici ed era spesso disuniforme, tuttavia a Campo Vesuvio il tutto era peggiorato dal terreno, in polvere fine di pomice vulcanica, che si sollevava in quantità sotto l’azione delle eliche ed era assai dannosa per i motori e tutte le parti meccaniche degli aeroplani.