giovedì 28 maggio 2015

Quando romba lo stellare

Il triplano Ricci R.6 nella versione del 1932


C'è uno strano aeroplano, alle origini dell'industria aeronautica partenopea, di cui mi è già capitato di parlare in altri momenti. Ma la storia della IAM e della “Fratelli Ricci” sembra una costante di questo blog: c'è sempre qualche piccola o grande scoperta che vale la pena di raccontare.

Questo piccolo aeroplano è il triplano Ricci R6, la più piccola e assieme la più famosa delle realizzazioni dei fratelli Ettore e Umberto Ricci alla fine della Grande Guerra, fatto volare per la prima volta a Lucrino e proposto, all'inizio della pace, come mezzo economico per lanciare l'aviazione civile come sport, se non “di massa”, almeno aperto a una platea più grande di quella dei ricchi sportivi avventurosi. Vale la pena di leggere la storia fino alla fine, perché ha un’appendice moderna, anzi contemporanea.

domenica 3 maggio 2015

Tiberio Cavallo, uno scienziato napoletano del '700

Ritratto di Tiberio Cavallo

Nato a Napoli il 30 marzo 1749, figlio di un medico, Tiberio Cavallo si trasferì in Inghilterra nel 1771 e vi rimase per tutta la vita. Non conosciamo i motivi per cui emigrò, forse per dedicarsi al commercio a giudicare da alcuni suoi studi, ma appena giunto a Londra fu catturato dall’attivo clima scientifico della città, fatto di scienziati, appassionati e di dotte conferenze che diventavano spesso esibizioni spettacolari. Lavorando sempre al di fuori delle università e accademie, si ritagliò un posto di rilievo come ideatore di esperimenti, inventore e realizzatore di strumenti di precisione e di apparati sperimentali, anche su commessa, e autore di trattati sistematici molto valutati per chiarezza, sistematicità e completezza.

Lo ricordiamo qui in particolare per i suoi studi di aeronautica, legati alla possibilità di usare l’idrogeno come gas portante, ipotesi che Cavallo sostenne in una memoria presentata nel 1782 alla Royal Society. Fu il primo a effettuare esperimenti sistematici sulle capacità ascensionali dell’idrogeno, gas che era stato scoperto quindici anni prima da Cavendish. Iniziò con bolle di sapone riempite d’idrogeno, e che per questo salivano in verticale. Provò poi con involucri di carta, che però si rivelarono inadatti perché permeabili al gas, e infine con vesciche di animali, troppo pesanti per sollevarsi ma in grado di far misurare una riduzione del peso. Non riuscì a trovare un involucro abbastanza leggero da sollevarsi una volta riempito di gas.