mercoledì 13 giugno 2012

Tra musica e macchine volanti

Progetto Filiasi ad "ali equilibrate" del 1902

Tra i personaggi più insoliti ed al tempo stesso caratteristici dei primordi dell'aeronautica c'è di certo il napoletano Francesco Filiasi, 5° marchese di Carapelle, che è ricordato almeno in ugual misura come pioniere del volo ed esperto musicologo. Figura vissuta a cavallo di due secoli, è un classico esempio di appassionato benestante che investe le proprie risorse per realizzare le proprie idee. Mancò probabilmente della capacità di finalizzarle e sicuramente era privo dello spirito imprenditoriale che mosse personaggi come i fratelli Wright e Curtiss in America o come Voisin, Farman e Bleriot in Francia.

Nacque a Napoli il 30/6/1869. Nel 1889 sposò donna Maria Agata Caracciolo.

Il Marchese Francesco Filiasi
Ad inizio '900, prima del primo volo dei Wright, si era impegnato a progettare un elicottero e poi un velivolo ad “ali equilibrate”. Presentò un modello di quest'ultimo all'Esposizione Aeronautica di Parigi del 1902, dove fu premiato. Le due ali in tandem di cui era dotato erano collegate in modo da cambiare calettamento in modo opposto, garantendo così la stabilità longitudinale “automatica” del mezzo nelle varie condizioni di volo.

Nel 1906 propose una versione idrovolante dello stesso velivolo alll'Esposizione di Milano, dotato di scafi catamarani di concezione piuttosto avanzata e di ali svergolabili per il controllo laterale. Nello stesso anno pubblicò un trattato dal titolo: "Causeries aéronautiques et projet d'aéroplane".

Fu fondatore nel 1910 del “Circolo Aviatorio” napoletano che successivamente si sviluppo' in aeroclub.

Idrovolante Filiasi all'Esposizione di Milano del 1906


Progettò e realizzò, in quello stesso 1910, un biplano terrestre che presentava alcune caratteristiche interessanti. Puntava sicuramente alla stabilità automatica in volo, come dimostra il piano orizzontale di coda, a differenza dei Wright contemporanei ed in linea, invece, con le esperienze francesi. La fotografia mostra che erano presenti dispositivi di controllo laterale, sotto forma di piani orizzontali mobili posti fra le ali, secondo lo schema ideato da Glen Curtiss. Nel complesso, Filiasi risulta ben informato dell’evoluzione delle macchine aeree e cerca di fare scelte oculate. Il biplano, benché di proprietà privata e quindi non militare, fu realizzato con la collaborazione della Brigata Specialisti del Genio, dotato di un motore rotativo Gnome da 50 CV e provato da Calderara il 3 giugno 1910, sul campo di Centocelle a Roma. La notizia comparve anche su “La Domenica del Corriere” del 26 giugno 1910. Altre prove vennero eseguite nei giorni successivi, ma gli esiti non furono abbastanza soddisfacenti da garantire l'ulteriore sviluppo del mezzo.

Il biplano Filiasi del 1910, provato da Calderara


Lo stesso anno richiese un brevetto per un sistema di galleggiamento d'emergenza, da montare sugli aeroplani.

Brevetto del 1910


Negli anni successivi l'attività creativa si diradò, ma rimase sempre impegnato a diffondere la “cose aeronautiche” e la musica. Si impegnò in complessi dibattiti di fisica. Morì a Roma il 25/6/1941.

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