mercoledì 22 maggio 2013

IAM: tra ambizione e realtà.

Maestranze al lavoro alla IAM

Nel corso della Prima Guerra Mondiale, molte imprese furono coinvolte nello «sforzo bellico», per rifornire l'esercito e la marina delle crescenti quantità di materiali di cui avevano bisogno, e diverse aziende affiancarono alle competenze che già possedevano la produzione aeronautica. Nel napoletano questo fu il caso, tra le altre, delle Officine Ferroviarie Meridionali, della Società Bacini e Scali e della AVIS di Castellammare di Stabia. Assieme a questi, sorse anche un tentativo imprenditoriale di argomento specificamente aeronautico: si trattava della IAM (Industrie Aviatorie Meridionali), che, se già nel nome rivelava le sue ambizioni, ancora di più lo faceva nella sua ragione sociale: "fabbricazione e riparazione di apparecchi di aviazione e motori per detti nonché l'esercizio di trasporti aerei di posta, passeggeri e merci".

domenica 28 aprile 2013

OFM: alle radici dell'industria aeronautica napoletana


La didascalia originale di questa foto recita: “Primo aeroplano costruito dall'industria napoletana nel 1916: fu un biplano con trave di coda del tipo «Farman 1914» con motore da 90-100 c. v., velocità 100 Km/h, costruito dal Reparto aeronautico della Soc. Officine Ferroviarie Meridionali al vasto (divenute poi Officine Romeo). In carlinga: a destra l'Ing Ferdinando Bonifacio, direttore del Reparto; a sinistra il capo montatore Adelio Rizzini”.

martedì 23 aprile 2013

Capriole sul Golfo


Alcune foto dell'esibizione del pilota tedesco Matthias Dolderer a bordo di un Zivko Edge 540, il 20 aprile 2013, a margine delle Word Series dell'America's Cup di vela tenutesi a Napoli.

martedì 2 aprile 2013

L'AVIS di Castellammare di Stabia

Pubblicità dell'AVIS del 1941

L'industria metalmeccanica si insediò a sud di Napoli molto prima dell'unità d'Italia, affiancandosi alle "tradizionali" attività conciarie e conserviere. Il punto di partenza si può far risalire al 1783 quando, per iniziativa di re Ferdinando IV di Borbone e del suo primo ministro Giovanni Edoardo Acton, fu fondato il Real Cantiere Navale a Castellammare di Stabia. La famosa ferrovia Napoli-Portici del 1839, prima in Italia, fu il tratto iniziale di una linea a binario doppio che raggiunse Castellammare nel 1842 e, con una diramazione, Pompei, Angri, Pagani e Nocera, con lo scopo di alimentare le crescenti produzioni industriali della regione.

La politica borbonica stimolò la nascita di imprese e l'arrivo di investimenti stranieri. La città di Castellammare di Stabia divenne nell'800, un centro industriale tanto importante da accogliere i consolati esteri di numerosi stati. I cantieri navali erano i più grandi d'Italia arrivando a contare, alla vigilia dell'Unità, oltre 2000 dipendenti, ed i primi a produrre navi in ferro. Negli anni successivi all'unità, la fine improvvisa delle barriere protezionistiche ed il trasferimento di commesse ad altri impianti causò crisi e licenziamenti, accompagnati da proteste popolari. L'area a sud di Napoli rimase tuttavia un centro industriale di primo piano e visse la stagione delle lotte operaie di inizio '900.

Nel 1909 fu fondato a Castellammare, da imprenditori locali, l' "Opificio Meccanico e Fonderia Catello Coppola fu Antonio". Si aggiungeva ai Cantieri Navali, alla CMI (Cantieri Metallurgici Italiani) ed alla Cirio, già attivi da tempo. Nel 1911 vi furono fuse le parti della nuova Cassa Armonica per la Villa Comunale della città, opera di notevole valore artistico. In quegli anni l'area industriale napoletana, così come le altre in Italia, fu sede di aspre lotte operaie.

domenica 17 febbraio 2013

Le origini di un aeroporto – note storiche su Napoli Capodichino

La via d'accesso a Napoli da Capodichino - secoloXIX

Nel diciannovesimo secolo, quasi ogni città degna di questo nome disponeva di un'area adatta agli esercizi ed alle esibizioni militari. Quest'area era comunemente denominata "Campo di Marte", su imitazione del Campo Marzio di Roma. Essa doveva essere abbastanza ampia ed aperta da consentire libero movimento a truppe, cavalleria ed artiglierie, ma al contempo doveva essere abbastanza vicina al centro urbano da consentire ai cittadini di assistere alle esibizioni pubbliche, nei giorni di festa. Tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 queste aree divennero la sede ideale per le prime manifestazioni aeronautiche, in cui, sotto lo sguardo strabiliato della folla, si esibivano inizialmente mongolfiere e palloni e, più avanti, dirigibili ed aeroplani.

domenica 20 gennaio 2013

Damned hunchback

S.79 C (Corsa), Raid Istres-Damasco-Parigi

“Damned hunchback”, it is unclear whether the nickname was genuine or invented by the fascist propaganda. For sure, the Royal Navy experienced how dangerous and effective the Italian three-engined bomber could be when pushed in attack by skilled and aggressive crews.

sabato 29 dicembre 2012

Il futuro dell'aeronautica nella Grande Guerra

Ricognitore italiano in decollo
Quando si parla di aeronautica della Prima guerra mondiale, è ancora diffusa l'immagine dei trabiccoli in legno e tela appesi ad un motore scoppiettante ed appena in grado di stare in aria. C'è poi il mito del Barone Rosso, degli assi e dei “cavalieri alati”. In realtà, il pregiudizio è almeno in parte falso. In primo luogo perché i mezzi aerei venivano già da diverse prove d'impiego e da almeno una esperienza sul campo: quella degli italiani in Libia contro le forze turche nel 1911. Ma soprattutto perché la lunga e sanguinosa guerra fece evolvere in fretta mezzi e tecniche d'impiego.

venerdì 30 novembre 2012

I supersonici della Aerfer



L'Aerfer nacque nel 1955 come erede della IMAM, che dalla Breda era transitata a Finmeccanica, e finì di esistere nel 1969, quando fu fusa con il settore aeronautico della Fiat e con la Salmoiraghi dando vita all'Aeritalia. Un quindicennio di vita, quindi, nel periodo del boom economico italiano. Come azienda a partecipazine pubblica, ci si aspetterebbe una limitata dinamica; questo pregiudizio è rafforzato dall'altro legato al suo status di impresa meridionale, ma non è così: il numero di progetti in cui prese parte e di attività innovative, condotte in proprio o assieme ad altri, illustrano una notevole attività.

domenica 11 novembre 2012

Aerfer-Macchi: assieme per un multiruolo… africano

Aermacchi-Aerfer AM-3 "Bosbok" con i colori della SAAS
L'IMAM Ro.63 era un ottimo aereo da collegamento a decollo ed atterraggio corti, che, pur avendo vinto una concorso della Regia Aeronautica alla fine degli anni '30, era stato ingiustamente penalizzato in favore dei Fieseler Storch acquistati dalla Germania. Dopo la Seconda guerra mondiale fu proposto di metterlo in produzione, per le esigenze della rifondata Aeronautica Militare, ma non fu possibile ritrovare i progetti.

La cosa non deve stupire più di tanto, ne tantomeno far sorridere: Napoli aveva subito tali e tante devastazioni, agli apparati produttivi e non solo, che ben poco ne rimaneva nel '45, infatti bombardamenti anglo-americani prima e le mine tedesche poi avevano quasi raso al suolo la città. Era inevitabile che, assieme alle vite umane ed ai beni, anche tanta documentazione perisse in tutta quella rovina.

domenica 28 ottobre 2012

Riviste “made in USA” con ali italiane


Nel periodo tra le due guerre mondiali, riviste come "Everyday Science and Mechanics" diffondevano, negli Stati Uniti, l'ottimismo nei confronti del progresso tecnologico ed industriale. L'inventiva e l'iniziativa privata potevano risolvere ogni tipo di problema e produrre cascate di innovazioni sorprendenti. La prefigurazione del futuro dei mezzi di trasporto, in questa illustrazione del numero di novembre 1934, mostra le fascinazioni prodotte dai progressi dell'aerodinamica. In pratica, il concetto è trasformare qualsiasi oggetto che si muova nell'aria in un profilo alare, meglio ancora se dotato di pinne e derive direzionali. Per i veicoli terrestri, in particolare, non c'è alcun concetto di deportanza per migliorare la tenuta di strada ed ancor meno di tolleranza al vento laterale.

domenica 14 ottobre 2012

L'ascesa e la caduta della "Aeronautica Sannita"

Un usurato Macchi cobelligerante davanti ad un Bell P.39 "Airacobra"

L'Aeronautica Sannita nacque nel 1939 per iniziativa dell'Aeronautica Macchi di Varese, rilevando l'attività dell'imprenditore Raffaele De Caterina, che dagli anni '20 si occupava di riparazione di materiale ferroviario e di realizzare componenti meccanici e che stava attraversando un periodo di difficoltà. L'investimento si inquadrava nell'ambito dell'espansione dell'industria aeronautica italiana verso il Meridione, sollecitata dal governo dietro la promessa di sostanziose commesse. Gli stessi anni vedono infatti operazioni di dimensioni assai maggiori, come l'acquisizione della AVIS di Castellammare di Stabia da parte della Caproni e la realizzazione, finanziata dall'IRI del grande complesso industriale (ed abitativo) Alfa Romeo a Pomigliano d'Arco.