domenica 14 dicembre 2014

Pomigliano, l’aeroporto che non c’è più




“Pomigliano, l’Aeroporto che non c’è più – L’Aeroporto di Pomigliano d’Arco, 1 Aprile 1939 – 28 Aprile 1968” di Luigi Iodice e Fiorentino Panico, IBN Editore, 2014.

Ho partecipato a Pomigliano d’Arco, lo scorso giovedì 11 dicembre 2014, alla presentazione di un libro secondo me importante, perché ben fatto e perché riempie un vuoto. Mancava infatti una storia dettagliata e documentata dell’aeroporto che faceva parte integrante dello stabilimento Alfa Romeo di Pomigliano d’Arco ma che è servito anche a altri scopi, nei suoi trent’anni di storia. Una storia che comincia con la fondazione dello storico stabilimento Alfa Romeo e si conclude con la fondazione, su quel sedime, dell’Alfasud.

domenica 9 novembre 2014

Ancora su Campo Vesuvio, Buscaglia e Campo Pompei

Stima della posizione di Campo Vesuvio

Quando ho scritto il mio articolo su Campo Vesuvio e Stormo Baltimore non credevo proprio di riscuotere tanto interesse. Ero convinto che un evento di settant’anni fa richiamasse al più l’attenzione di qualche appassionato ma, a quanto pare mi spagliavo e quei giorni hanno ancora effetti vivi sull’attualità e sul nostro modo di sentirci italiani. Un risultato utile, per me, è stato di ricevere un certo numero di informazioni in più. Le collaborazioni, quasi sempre spontanee, stanno diventando forse la parte più interessante di questa mia passione per la storia aeronautica meridionale.

Un tema che mi ha appassionato è stato l’individuazione della precisa collocazione dei due aeroporti provvisori statunitensi nell’area vesuviana: “Vesuvius Airfield”, che fu poi assegnato, come campo di addestramento, alla nascente Aeronautica Cobelligerante Italiana, e “Pompeii Airfield”, che vide tutti i suoi mezzi distrutti dall’eruzione del Vesuvio del marzo 1944. In mezzo c’è la morte di Carlo Emanuele Buscaglia, l’evento forse più famoso legato a quei giorni.

venerdì 31 ottobre 2014

Ottobre 1914: l’alba della guerra aerea



Rumpler Taube

Cent’anni fa l’aeroplano, macchina ancora sperimentale e concepita su traballanti basi scientifiche, si trovava proiettato di colpo nel più vasto conflitto bellico che la storia umana ricordasse. E diventava oggetto di un’evoluzione tecnologica accelerata che lo trasformava in macchina da guerra assai prima che in strumento civile. La Grande Guerra ha visto anche l'epopea di dirigibili e palloni frenati, mezzi ormai considerati ai margine del panorama aeronautico. E’ una storia da raccontare, e ho provato a rievocarne l'inizio in quest’articolo per l’amico Giuseppe Longo e il suo giornale on-line CefaluNews. In esso rievoco gli eventi dei primi mesi di guerra e, nelle intenzioni, è il primo di una serie che raccontino, a cent’anni di distanza, la storia della Grande Guerra dal punto di vista della nascente aviazione.

domenica 21 settembre 2014

Tre articoli sul Prof. Pascale




Sarebbe un’impresa difficile realizzare una biografia del Prof. Pascale. Gli episodi e eventi sono innumerevoli e, per di più, da quel che so sta lavorando egli stesso a raccogliere le sue memorie. Mi limiterò a saltare fra tre momenti della sua carriera di progettista, evidenziati da altrettanti articoli di riviste.

Il numero di “La Scienza Illustrata – Il Giornale delle Meraviglie” del marzo 1956 ha una bella copertina con l'inconfondibile Alberto Sordi e uno strano aerostato a pedali, ma quello che c'interessa è l'articolo che comincia a pagina 20, intitolato “Dalla cantina si odono venir su rombi d'aereo” e firmato da Fluvio Ficca. Facile, per noi, capire che si tratta della prima officina dei fratelli Pascale e la parte più interessante dell'articolo è, secondo me, proprio quella che ce la descrive. Il giornalista finge di essere stato attirato dal rumore di un motore d'aereo mentre passeggiava via Tasso (scusa poco plausibile, ma, detto tra noi, i vicini dei Pascale devono essere stati piuttosto tolleranti):

giovedì 3 luglio 2014

Libri di storia aeronautica meridionale

Una parte della mia piccola biblioteca aeronautica
Di libri di storia aeronautica ce ne sono tanti, tra saggi, raccolte di saggi e memorialistica, ma mi sembra che non siano numerosi quelli incentrati sulla storia dell’aeronautica del Sud Italia, ma un po’ ce ne sono e spesso pregevoli. Ecco una rassegna di quelli che fanno parte della mia collezione e da cui attingo regolarmente, senza alcuna pretesa di realizzarne un elenco completo.

lunedì 9 giugno 2014

Secondo anno di blog

"Fremmauno", visite del blog per mese

Eccomi a commentare il secondo anno di attività del blog e devo dire che ho più di un motivo per sentirmi soddisfatto. I numeri parlano da soli: la tendenza media delle visite è in crescita, nel corso dei mesi. Non sono numeri da record, ma notevoli considerando la specialità della materia, la poca pubblicità che riesco a fare e la natura di sito amatoriale di questa mia realizzazione.

Tornando ai numeri del sito, è curioso vedere in dettaglio come si distribuiscono.

Riguardo ai vari articoli, mi risulta un po' singolare che il più visitato sia quello relativo a un'esibizione acrobatica contemporanea. Seguono quelli relativi al passato delle maggiori realtà aeronautiche campane: dall'AERFER, antenata dell'odierna Alenia, all'aeroporto di Capodichino e a “Campo Vesuvio”, dove è sorto uno dei nuceli dell'Aeronautica Cobelligerante, a una realtà purtroppo scomparsa come l'AVIS di Castellammare.

sabato 26 aprile 2014

Campo Vesuvio e Stormo Baltimore, dove nasce l’Aeronautica Italiana

Bell P-38 "Airacobra" dell'Aeronautica Cobelligerante Italiana
“Campo Vesuvio” era un aeroporto provvisorio realizzato dagli anglo-americani circa due chilometri ad est dei comuni di San Giuseppe Vesuviano e Ottaviano. Lo impiegarono brevemente, mentre si risistemava la pista di Capodichino, martoriata dai loro stessi bombardamenti. La posizione esatta non è nota, sommersa dall’inurbamento di quella porzione dell’entroterra napoletano. Fu realizzato dal XII Engineering Comand utilizzando la tecnica allora consueta, per questo tipo di realizzazioni, e consistente nel comprimere, per quanto possibile, il terreno e ricoprirlo con pannelli, o “grelle”, metallici profilati e forati. La pavimentazione si estendeva alle aree di rullaggio ed il tutto era completato con tende per equipaggi e tecnici.

Si trattava di una realizzazione veloce ed efficiente, che era diventata uno degli strumenti più preziosi dell’avanzata alleata in Europa, ma non era privo di controindicazioni: il fondo metallico logorava rapidamente gli pneumatici ed era spesso disuniforme, tuttavia a Campo Vesuvio il tutto era peggiorato dal terreno, in polvere fine di pomice vulcanica, che si sollevava in quantità sotto l’azione delle eliche ed era assai dannosa per i motori e tutte le parti meccaniche degli aeroplani.

domenica 9 marzo 2014

Cronologia dell’aeronautica meridionale


Ho aperto una nuova pagina del blog in cui provo a raccogliere le date significative della storia dell’aeronautica del Sud Italia. La “regola” è di individuare date precise, non riferimenti generici ad anni o, peggio ancora, periodi storici. Si può considerare un invito alla precisione: cercare di trovare i dettagli e non accontentarsi di indicazioni generiche, come primo passo per un’indagine più accurata dei fatti e dei loro collegamenti. Spero anche che la lista, crescendo ed organizzandosi, dia a chi la scorre l’impressione della quantità di eventi, del numero dei progetti e di quello delle persone che ci si sono impegnate, nell’arco di oltre due secoli. E’ sicuramente incompleta e credo che lo sarà a lungo: ho recuperato date dalle mie precedenti ricerche, da diversi documenti ed in parte da Internet. Mi rendo conto che, al momento, è in gran parte cercata su Napoli e circondari. Contributi, suggerimenti e correzioni sono sicuramente ben accolti.

domenica 9 febbraio 2014

Arciprete: un pioniere ed educatore napoletano

"Lasciate!" L'inizio dell'ascensione

Alle radici dell’aeronautica militare italiana c’è il gruppo di aerostatieri comandato da Mauro Maurizio Moris nell’ambito del Battaglione Specialisti del Genio. L’osservazione dall’alto per scopi militari rappresenta una novità tecnologica di fine ‘800 e mezzi e tecniche d’impiego sono tutti da inventare e sperimentare. Gli aerostatieri del Genio portano a termine anche le prime sperimentazioni di fotografia aerea con palloni frenati e liberi, consentendo per la prima volta agli italiani di vedere scorci dall’alto del loro Paese. Edificano la struttura tecnica su cui fu possibile, sempre su stimolo di Moris, far nascere i primi nuclei di dirigibili e di aeroplani.

Di questi pionieri faceva parte Giuseppe Arciprete, nato a Napoli il 10 aprile 1871. Si laureò in matematica ed ingegneria e divenne pilota militare d’aerostato nel 1901.

sabato 25 gennaio 2014

Cosa bolle in pentola


Questo hobby della storia aeronautica meridionale mi ha preso ormai da un po'. L'idea di questo sito nacque per costruire un canale tramite il quale diffondere le mie “ricerche” e poterlo fare a modo mio, senza sottostare a vincoli, formati ed intenzioni di altri. Ho però la sensazione di aver individuato un piccolo vuoto nel panorama del Web e devo ammettere che ne sto ottenendo diverse soddisfazioni. Sto raccogliendo riconoscimenti, per lo più inattesi, e credo di avere qualche “lettore affezionato”, a cui fa piacere leggere qualcosa di diverso dalla pura narrazione dell'attualità. Le prospettive a breve termine mi sembrano interessanti e vale la pena di spenderci qualche parola.

domenica 19 gennaio 2014

Pascale e gli alianti



Ci sono momenti in cui la storia non è scritta sui libri ma ti viene incontro, ti cammina davanti, ti parla e prosegue verso il futuro, lasciandoti a guardare. E’ la sensazione che ho avuto ascoltando il prof. Pascale mentre presentava il suo nuovo opuscolo di memorie. Un passato che contiene più futuro di tanti proclami e progetti avanzati fatti più di parole che di sostanza.

Ed infatti è un bel momento quando, il pomeriggio del 29 novembre 2013, il prof. Pascale entra nell'aula delle lauree dell'ex Facolta d'Ingegneria, ora “Scuola politecnica e scienze di base”, dell'Università “Federico II” di Napoli. Vederlo così dritto e distinto, a novant'anni suonati, è uno spettacolo. Avevo sentito dire che non stava del tutto bene, ma evidentemente non è vero. Un po' lo invidio, devo ammetterlo.