giovedì 3 luglio 2014

Libri di storia aeronautica meridionale

Una parte della mia piccola biblioteca aeronautica
Di libri di storia aeronautica ce ne sono tanti, tra saggi, raccolte di saggi e memorialistica, ma mi sembra che non siano numerosi quelli incentrati sulla storia dell’aeronautica del Sud Italia, ma un po’ ce ne sono e spesso pregevoli. Ecco una rassegna di quelli che fanno parte della mia collezione e da cui attingo regolarmente, senza alcuna pretesa di realizzarne un elenco completo.






“Ad Astra – Pionieri Napoletani del Volo”, di Guido Maisto (1948). E’ un testo storico di riferimento, scritto con passione e con testi sintetici ma significativi, il primo a raccogliere dettaglio sui pionieri del volo a Napoli. Forse il migliore approccio ai primi tempi dell’aeronautica napoletana, anche perché di piacevole lettura, ricco di illustrazioni rare e particolari, e per di più disponibile gratuitamente sul Web. Cosa si vuole di più


“Il volo a Napoli dal passato al futuro”, di Enrico Ferrone (1998). E’ la mia ultima acquisizione in questo campo e sono stato molto sorpreso, e piacevolmente. Si tratta, infatti, di un testo completo e ben scritto, documentato, appassionato senza inutili ampollosità e senza auto-compiacimenti gratuiti, che copre l’intera storia del volo nella città partenopea, dai pionieri fino alla fine del secolo scorso. Un vero arricchimento di notizie e chiarimenti anche su argomenti che ritenevo di conoscere già. Lo sto leggendo un po’ per volta, soprattutto in relazione agli argomenti che, di volta in volta, mi viene voglia di approfondire.


“Aviazione Generale Civile e Militare in Campania”, di Eugenio Sorrentino (1987). Ha una buona sintesi della storia aeronautica campana, dai primordi fino agli anni ’80 del Ventesimo Secolo. Forse pecca di un tono enfatico in alcuni passaggi ma rappresenta con attenzione i fatti. Rappresenta inoltre piuttosto bene lo stato dell’arte del momento in cui è stato pubblicato, ed è pertanto un documento storico in se. E’ l’unico che si sofferma sulle realtà minori, come aziende di lavoro aereo, reparti di aviazione leggera dell’esercito, aeroclub e perfino associazioni di volo ultraleggero, che a quell’epoca erano al loro pionieristico inizio.


“Città Alfa Romeo. 1939, Pomigliano d'Arco. Quartiere e fabbrica aeronautica”, di Sergio Stenti (2003). E’ un saggio, o meglio una raccolta, dedicata essenzialmente agli aspetti architettonici di una delle più grandi realizzazioni industriali del regime fascista. Descrive nei dettagli la genesi e la realizzazione – rimasta parziale a causa della guerra – di un complesso urbanistico che integrava stabilimento e aree residenziali in un tutto organico, per una volta tenendo conto delle caratteristiche geografiche e culturali della zona. La guerra ha poi spazzato via gli impianti industriali, che sono stati riedificati con diverso criterio, ma è bello ritrovare le tracce sopravvissute, di quell’insediamento, sul territorio, soprattutto negli edifici per uso civile.



“I Cacciatori del Vesuvio”, di Carlo Saggiomi (2007). A differenza dei precedenti non è un saggio o una raccolta di saggi, ma un romanzo storico, che racconta la difesa aerea di Napoli nel corso della Seconda Guerra Mondiale sotto forma del racconto, in prima persona, di uno dei piloti della nostra caccia, ribattezzati appunto Cacciatori del Vesuvio. Molto ben documentato, è un libro sicuramente da leggere per ricostruire eventi, climi e sensazioni di quello che forse è stato il momento più critico della storia della città, sottoposta a oltre cento bombardamenti, ad opera di formazioni sempre più fitte di aeroplani anglo-americani e eroicamente difesa da un manipolo di piloti, sempre a corto di uomini e mezzi.


“Frammenti di Napoli” di Aldo de Gioia (2000). Raccolta di saggi e memorie su diversi aspetti della storia napoletana recente, ha un capitolo molto ben scritto sui bombardamenti subiti dalla città nella Seconda Guerra Mondiale, sui loro effetti e sulla capacità di reazione della popolazione.

Qualche considerazione a valle. Cosa resta da approfondire? Tutto, si potrebbe dire, non si finisce mai di comprendere e di approfondire e spesso è anche importante ripetere. Ma alcuni temi mi sembrano più rilevanti e bisognosi di approfondimento.

  • Piccola e media impresa: troppo piccola per emergere dal “radar” delle grosse ricerche. Eppure è quella che fa da spina dorsale alla grande impresa. Nell’immediato dopoguerra, ad esempio, ci sono realtà che hanno fatto salti mortali per riavviare in poco tempo la produzione.
  • I primordi: nonostante gli sforzi di Guido Maisto ci sono ancora molti vuoti da riempire. Ad esempio ho dovuto sudare non poco per trovare informazioni su IAM e i fratelli Ettore e Umberto Ricci, ma le realtà minori, spesso artigianali dell’epoca, sono introvabili.
  • La Seconda Guerra Mondiale. L’avanzata degli anglo-americani e gli eventi nei mesi a cavallo della resa italiana sono turbolenti e ancora non del tutto compresi. A Napoli ci si aggiunse un’eruzione del Vesuvio, a rendere tutto ancora più complesso.
  • Le realtà al di fuori della Campania. Chi ha notizie dettagliate di prima mano?

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