giovedì 28 gennaio 2016

Umberto Cannoniere, pioniere dell'aviazione di guerra

Umberto Cannoniere a bordo di un monoplano Bleriot, alla scuola di volo di Pordenone nel 1910


Umberto Cannoniere nacque a Salerno il 3 settembre 1887. Tenente colonnello di cavalleria, è ricordato soprattutto come pilota aviatore. Quello che segue è un abbozzo di biografia: molte informazioni mancano e magari qualche lettore ha in mano documenti in grado di integrarne qualche aspetto.

Fu allievo della Nunziatella, la scuola militare di Napoli (1), e socio del club canottieri Irno di Salerno (2). Nel 1910 fu tra i primi allievi della scuola di volo di Pordendone, la prima militare in Italia. Gli allievi piloti facevano notizia: la Stampa di Torino, il 20 agosto, ci informa che: “E' uscito solo, su un Bleriot, l'allievo signor Umberto Cannoniere, che fece con precisione qualche giro sul campo senza sollevarsi, come è prescritto per le prime lezioni”, ma già il 26 agosto riporta: “Il signor Cannoniere, degli allievi della sezione Bleriot, ha compiuto regolarmente le sue evoluzioni sul campo".

Il 17 ottobre 1910 conseguì il brevetto di pilota su monoplano Bleriot. Una sua foto compare nel numero di quel mese di La Stampa Sportiva, a dimostrazione del valore che l’evento possedeva nell’immaginario dell’epoca. Compare nella lista dei “Primi 100 aviatori certificati nei principali paesi del mondo” (3).

Nel novembre 1910 partecipò alla prima manifestazione aeronautica di Treviso assieme al bolognese Mario Cobianchi, davanti a una folla stimata in 44’000 spettatori. Il Cannoniere cadde, suscitanto molto timore ma procurandosi solo lievi ferite e lasciando la scena al Cobianchi che, nei giorni della manifestazione, portò in volo varie persone e si esibì in voli spettacolari (4).

Nel 1911 il Cannoniere partì per la Libia per partecipare alla guerra italo-turca e diventare uno dei primi piloti d’aereo a volare in azioni di guerra. In quell’anno acquisì, infatti, il brevetto di pilota militare, a Bengasi. Fu sicuramente impegnato in azioni di ricognizione e, come gli altri aviatori, aerostatieri e dirigibilisti italiani impegnati in quella guerra, tentò di estendere l’uso del mezzo aereo. La Stampa Sportiva, che segue con assiduità le gesta dei piloti italiani come se si trattasse di una delegazione olimpica, nel numero del 12 marzo 1912 ci ragguaglia su una delle sue missioni di guerra:

“Quasi contemporaneamente […] il neo-aviatore militare tenente Umberto Cannoniere, rischiava seriamente la vita in una temeraria ricognizione a bordo del suo Blériot. Il Cannoniere volle compiere un'esplorazione sugli accampamenti turco-arabi oltre la linea delle nostre trincee di Bengasi, e lanciarvi dall'alto del suo apparecchio alcune bombe che aveva portato con sé. Senonché, data l'instabilità dei venti, la manovra gli fu difficilissima ed egli ebbe per un momento l'impressione di una morte inevitabile. Il suo apparecchio infatti non rispondeva più ai comandi, e, disceso a 200 metri, più non voleva risollevarsi verso più alti e... meno pericolosi strati aerei... Fu così fatto segno a varie scariche di fucileria che non lo colpirono per vero miracolo. Qualche giornale ha però pubblicato che il Cannoniere sarebbe rimasto ferito ad una gamba. Ad ogni modo la ferita non sarebbe grave ed il Cannoniere deve al suo sangue freddo ammirevole se potè ritornare ancora fra i nostri che trepidanti lo attendevano dagli spalti di Bengasi”

Voleva quindi emulare Giulio Gavotti, il commilitone che l’1 novembre 1911 aveva effettuato il primo bombardamento aereo della storia, lanciando alcune bombe a mano su un accampamento turco dal suo Etrich Taube. Non sappiamo se per questa o per altra missione, Umberto Cannoniere fu decorato per azioni di guerra nel 1912 con la medaglia d’argento al valor militare e la seguente motivazione:

“Malgrado condizioni atmosferiche sfavorevoli recatosi in volo sul campo nemico, benché accolto da vivo fuoco di fucileria, eseguiva il suo mandato. Ferito ad una gamba, con sangue freddo, continuava il volo riportando in salvo l’aeroplano. Bengasi, 13 marzo 1912”. Il quotidiano La Stampa riporta, il 6 aprile, l’elenco di tutti i decorati della guerra di Libia. Il Cannoniere è riportato con il grado di “sottotenente di cavalleria di complemento”.

Appare nelle liste di iscritti dell’Aero Club d’Italia nel 1913. Risulta tra i primi aviatori italiani feriti nella Grande Guerra e, in particolare, il primo aviatore ferito ad essere anche ex-allievo della Nunziatella. Aveva in quei giorni il grado di Colonnello (1).

Scarse le notizie contestuali o successive che siamo riusciti a trovare. L’annuario 1929 dell’associazione francese "LES VIEILLES TIGES - Association Amicale des Pilotes Aviateurs  brevetés avant Août 1914” (5) lo riporta come residente a Padova. Guido Maisto gli dedica una breve biografia sul suo “Ad Astra – pionieri napoletani del volo” del 1948, senza data di morte, per cui in tale anno doveva essere ancora in vita.

Qualcuno ha documenti in grado di “riempire i vuoti” in questa raccolta di appunti biografici?


Note

(1) http://www.nunziatella1787.eu/old/sites/default/files/pizzofalconews_10_febbraio_2014.pdf
(2) http://www.canottieriirno.it/canottieri/wp-content/uploads/2014/06/LIBRO_canottieri.pdf
(3) “Contact! The story of the early aviators”, Henry Serrano Villard, Dover Publications Inc. New York. O anche: http://www.earlyaviators.com/eforital.htm
(4) http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2010/11/28/news/cento-anni-fa-il-primo-volo-sulla-citta-1.1484437
http://www.ilfrontedelcielo.it/files_0/3_origini.htm#
(5) http://henri.eisenbeis.free.fr/popote/vieilles-tiges/annuaire-1929/annuaire-1929-vieilles-tiges.html

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