sabato 7 dicembre 2013

IAM e fratelli Ricci: ambizioni transatlantiche a Napoli

Idrovolante intercontinentale "Ricci 4", per 155 passeggeri

E' uno strano anno, il 1919. La più terribile guerra che abbia mai attraversato l'Europa è appena finita e lo stato d'animo oscilla tra il desiderio di ottimismo per il futuro e l'incombere di nuove contraddizioni. In campo aeronautico è il momento difficile della riconversione del grande apparato produttivo bellico verso fini civili. Conversione che – lo si sa ma non lo si dice – non potrà salvare tutto. L'applicazione pratica più immediata dell'aeroplano è quella postale: la posta occupa relativamente poco spazio e peso e si avvantaggia immediatamente della maggiore velocità del mezzo aereo. Ma ci sono idee più ambiziose.

In Italia, il caso più famoso è quello di Caproni, che non solo tentò di convertire i suoi trimotori da bombardamento in curiosi e tutt'altro che pratici precursori degli aerei di linea, ma tentò quell'incredibile esperimento che fu il noviplano per trasporto intercontinentale, una macchina destinata a raccogliere i sorrisi di scherno e lo stupore di ammirazione delle generazioni successive.

E' meno noto che la stessa “febbre” viveva a Napoli ad opera della IAM: Industrie Aviatorie Meridionali, e soprattutto dei suoi progettisti, i fratelli Ettore ed Umberto Ricci.

mercoledì 27 novembre 2013

Collaborazione



L'amico Giuseppe Peluso ha pubblicato per intero, sul suo blog, il mio articolo sulla storia dell'industria ed innovazione aeronautica a Napoli e dintorni, che ho presentato alla Conferenza Nazionale AIDAA del settembre scorso. Questo recente scambio di lavori (ho da me la sua biografia di Amedeo Ferraro) è un altro passo di una bella collaborazione che, sono convinto, continuerà a dare buoni frutti.

domenica 17 novembre 2013

L’avventuroso Amedeo Ferraro, un pioniere delle macchine volanti

Foto 1: Amedeo Ferraro

Pubblico con piacere un contributo dell'amico Giuseppe Peluso, storico appassionato dei Campi Flegrei, di cui vi invito a visitare il blog.
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Fra i tanti frequentatori della “Casina alla Starza” è giusto ricordare un eroico ufficiale che fu pioniere della nostra nascente aviazione militare.

Amedeo Ferraro terzogenito di Eugenio e di Cleonice Caterini, il cui matrimonio sarà allietato dalla nascita di ben otto figli, viene alla luce a Napoli il 19 gennaio 1882.

Amedeo è nipote del nobile Francesco (da Paola) Ferraro che nel gennaio del 1845 acquista, ad un asta giudiziaria, il territorio e la masseria colonica su cui eleverà la ridente e confortevole casina.

domenica 6 ottobre 2013

Il mirabile volo di Antonio Comaschi a Napoli


Tra le ascensioni che ebbero luogo nel Regno di Napoli prima dell'Unità d'Italia spicca, per l'entità del volo effettuato, quella eseguita il 24 giugno 1843 da Antonio Comaschi, famoso aerostatiere bolognese, partendo dal Campo di Marte, ovvero l'attuale aeroporto di Capodichino. Ce ne raccontano i dettagli l' “Omnibus Pittoresco” ed il “Poliorama Pittoresco”, due riviste pubblicata a Napoli in quegli anni che si distinguevano per le numerose illustrazioni.

domenica 15 settembre 2013

1910: Ritagli di giornale


Via Roma a Napoli nel 1910
L’anno 1910 mi sembra cruciale per la storia dell’aeroplano: è quello in cui si passa dal pionierismo puro ad un embrione di tecnologia e pratica del volo. Rispetto agli anni precedenti si osserva un’esplosione del numero di prototipi e di successi, si riduce il numero degli “aborti” dalle forme improbabili e le geometrie iniziano a convergere verso quelle classiche dell’aeroplano. Aumenta l'interesse dei militari e della gente comune per le “macchine volanti”.

Ho provato a ripercorrere gli eventi legati alla città di Napoli, tramite alcuni articoli di giornale che sono riuscito a raccogliere, in primo luogo da La Stampa, l’unico quotidiano italiano a mettere a disposizione on-line i numeri a partire dal 1867, e poi da un foglio del Corriere della Sera acquistato on-line.

venerdì 2 agosto 2013

Prossimo appuntamento


Il blog è fermo da un mesetto circa, ma ciò non significa che non stia bollendo nulla in pentola. Il prossimo appuntamento è per il Convengo Nazionale AIDAA, che si terrà a Napoli dal 9 al 12 settembre. E’ organizzato assieme all’AIAN, l'associazione degli ex-allievi: le due realtà, qui a Napoli, lavorano in pratica come un corpo unico, ed io sono iscritto ad entrambe. Nell’ambito dell’evento è previsto un mio contributo sulla storia aeronautica locale. E' un'opportunità che mi è stata offerta e che mi onora molto. Per restare in tema con il convegno voglio concentrarmi sugli aspetti innovativi di quanto si è realizzato a Napoli e dintorni, cominciando dall’opera dei fratelli Ettore ed Umberto Ricci, nel corso della Prima guerra mondiale ed immediatamente dopo, passando per le realizzazioni della IMAM fra le due guerre – ricognitori, addestratori, caccia – per arrivare ai caccia di Stefanutti ed al progetto ATR. Credo di aver raccolto materiale interessante e spero di riuscire mettere assieme una buona presentazione.

domenica 16 giugno 2013

ATR-72, Una giornata particolare


Il testo che segue non è mio ma di una persona che ha partecipato direttamente all'evento. Pertanto non è solo un articolo di storia ma anche una vera e propria testimonianza, che, oltre ad illustrare fatti e dettagli, rivela passione, coinvolgimento personale e lo spirito con cui è stato realizzato e vissuto quell'evento. Insomma, un documento storico.

mercoledì 5 giugno 2013

Un anno di blog

Le visite del blog per mese, fino a fine maggio 2013
Alla fine di maggio questo blog ha raggiunto un anno di vita. I risultati finora sono abbastanza incoraggianti: navigo verso le 5000 visite complessive, per di più con una crescita quasi costante nel corso dei mesi, come si vede dal grafico delle statistiche del sito.

mercoledì 22 maggio 2013

IAM: tra ambizione e realtà.

Maestranze al lavoro alla IAM

Nel corso della Prima Guerra Mondiale, molte imprese furono coinvolte nello «sforzo bellico», per rifornire l'esercito e la marina delle crescenti quantità di materiali di cui avevano bisogno, e diverse aziende affiancarono alle competenze che già possedevano la produzione aeronautica. Nel napoletano questo fu il caso, tra le altre, delle Officine Ferroviarie Meridionali, della Società Bacini e Scali e della AVIS di Castellammare di Stabia. Assieme a questi, sorse anche un tentativo imprenditoriale di argomento specificamente aeronautico: si trattava della IAM (Industrie Aviatorie Meridionali), che, se già nel nome rivelava le sue ambizioni, ancora di più lo faceva nella sua ragione sociale: "fabbricazione e riparazione di apparecchi di aviazione e motori per detti nonché l'esercizio di trasporti aerei di posta, passeggeri e merci".

domenica 28 aprile 2013

OFM: alle radici dell'industria aeronautica napoletana


La didascalia originale di questa foto recita: “Primo aeroplano costruito dall'industria napoletana nel 1916: fu un biplano con trave di coda del tipo «Farman 1914» con motore da 90-100 c. v., velocità 100 Km/h, costruito dal Reparto aeronautico della Soc. Officine Ferroviarie Meridionali al vasto (divenute poi Officine Romeo). In carlinga: a destra l'Ing Ferdinando Bonifacio, direttore del Reparto; a sinistra il capo montatore Adelio Rizzini”.

martedì 23 aprile 2013

Capriole sul Golfo


Alcune foto dell'esibizione del pilota tedesco Matthias Dolderer a bordo di un Zivko Edge 540, il 20 aprile 2013, a margine delle Word Series dell'America's Cup di vela tenutesi a Napoli.

martedì 2 aprile 2013

L'AVIS di Castellammare di Stabia

Pubblicità dell'AVIS del 1941

L'industria metalmeccanica si insediò a sud di Napoli molto prima dell'unità d'Italia, affiancandosi alle "tradizionali" attività conciarie e conserviere. Il punto di partenza si può far risalire al 1783 quando, per iniziativa di re Ferdinando IV di Borbone e del suo primo ministro Giovanni Edoardo Acton, fu fondato il Real Cantiere Navale a Castellammare di Stabia. La famosa ferrovia Napoli-Portici del 1839, prima in Italia, fu il tratto iniziale di una linea a binario doppio che raggiunse Castellammare nel 1842 e, con una diramazione, Pompei, Angri, Pagani e Nocera, con lo scopo di alimentare le crescenti produzioni industriali della regione.

La politica borbonica stimolò la nascita di imprese e l'arrivo di investimenti stranieri. La città di Castellammare di Stabia divenne nell'800, un centro industriale tanto importante da accogliere i consolati esteri di numerosi stati. I cantieri navali erano i più grandi d'Italia arrivando a contare, alla vigilia dell'Unità, oltre 2000 dipendenti, ed i primi a produrre navi in ferro. Negli anni successivi all'unità, la fine improvvisa delle barriere protezionistiche ed il trasferimento di commesse ad altri impianti causò crisi e licenziamenti, accompagnati da proteste popolari. L'area a sud di Napoli rimase tuttavia un centro industriale di primo piano e visse la stagione delle lotte operaie di inizio '900.

Nel 1909 fu fondato a Castellammare, da imprenditori locali, l' "Opificio Meccanico e Fonderia Catello Coppola fu Antonio". Si aggiungeva ai Cantieri Navali, alla CMI (Cantieri Metallurgici Italiani) ed alla Cirio, già attivi da tempo. Nel 1911 vi furono fuse le parti della nuova Cassa Armonica per la Villa Comunale della città, opera di notevole valore artistico. In quegli anni l'area industriale napoletana, così come le altre in Italia, fu sede di aspre lotte operaie.

domenica 17 febbraio 2013

Le origini di un aeroporto – note storiche su Napoli Capodichino

La via d'accesso a Napoli da Capodichino - secoloXIX

Nel diciannovesimo secolo, quasi ogni città degna di questo nome disponeva di un'area adatta agli esercizi ed alle esibizioni militari. Questa era comunemente denominata "Campo di Marte", su imitazione del Campo Marzio di Roma. Essa doveva essere abbastanza ampia ed aperta da consentire libero movimento a truppe, cavalleria ed artiglierie, ma al contempo abbastanza vicina al centro urbano da permettere ai cittadini di affluirvi per assistere alle esibizioni pubbliche, nei giorni di festa. Tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 queste aree divennero la sede ideale per le prime manifestazioni aeronautiche, in cui, sotto lo sguardo strabiliato della folla, si esibivano inizialmente mongolfiere e palloni e, più avanti, dirigibili ed aeroplani.

domenica 20 gennaio 2013

Damned hunchback

S.79 C (Corsa), Raid Istres-Damasco-Parigi

“Damned hunchback”, it is unclear whether the nickname was genuine or invented by the fascist propaganda. For sure, the Royal Navy experienced how dangerous and effective the Italian three-engined bomber could be when pushed in attack by skilled and aggressive crews.