domenica 19 maggio 2019

Ex voto

Ex Voto di Ettore Satta Flores, al Pontificio Santuario di Pompei
Bombardati da tutta la difesa antiaerea di Pola colpiti più volte cadevamo da 3000 metri rimanendo illesi miracolosamente. Cielo di Pola notte 5-6 agosto 1915. Ettore Satta”*.
Passeggiando fra gli innumerevoli “Ex Voto” del santuario mariano di Pompei, sono stato colpito dalla fotografia, in bianco e nero, di un dirigibile. Avevo trovato traccia del disastro del dirigibile “Città di Jesi”, uno degli infiniti eventi tragici della Grande Guerra, fortunatamente (o miracolosamente) finito senza caduti. Si tratta del breve testo riportato sopra, redatto a mano, poggiato su una bandiera italiana e circondato da fotografie e da una piccola rappresentazione in argento di un dirigibile, l'oggetto centrale dell'evento, come da tradizione per i doni di ringraziamento alla Madonna. Chi rende grazie per lo scansato pericolo è il secondo capo nocchiere Ettore Satta Flores, di Napoli, a bordo del Città di Jesi con compiti di timoniere. Ripercorriamone la storia.

martedì 12 febbraio 2019

Hallecker: in pallone sul Golfo

Illustrazioni da "La Stampa Sportiva" del 29 luglio 1906

Nei primi anni del secolo scorso il volo umano era visto come un’attività pericolosa ed emozionante, priva ancora di un vero interesse pratico, anche se i militari più giovani e attenti ne seguivano con attenzione gli sviluppi. Ascensioni in pallone, dirigibile o tentativi con i primi aeroplani sarebbero oggi considerati alla stregua di sport estremi ma, con la minore sensibilità alla sicurezza di quei tempi, erano catalogati come sport e basta. Ne è prova il fatto che le notizie riguardanti il volo comparivano regolarmente nelle colonne sportive dei quotidiani e che “La
Stampa Sportiva”, supplemento settimanale del quotidiano “La Stampa”, sia, in Italia, una importante fonte di informazioni sulle peripezie dei pionieri del volo. L’evoluzione del volo deve molto a questi appassionati, spericolati e spesso benestanti “sportsman”, come li si definiva.

Nel numero del 29 luglio 1906, infatti, il periodico sportivo di Torino ci illustra il lavoro che Santos-Dumont sta facendo su quello che, di li a poco, sarebbe stato il primo aeroplano funzionante realizzato in Europa: il suo trabiccolo di bambù e seta avrebbe infatti completato il primo volo a settembre di quell’anno, consentendogli di vincere Coppa Archdeacon, percorrendo ben 250 metri in aria!

Lo stesso giornale ci porta poi a Napoli per un’altra avventura, questa in campo aerostatico, di cui è protagonista il pilota Enrico Hallecker e due suoi amici: l’avvocato Giulio Francesconi e la moglie Emilia Francesconi-Colonna.